Per delineare al meglio l’argomento risulta utile abbozzare un breve excursus storico, che dia un’idea più precisa dei cambiamenti che si sono succeduti e delle condizioni attuali.

Durante gli anni ‘70 iniziano a diffondersi molti software alimentati da tecnologia CAD (Computer Aided Design: design computer-assistito) e CAM (Computer Aided Manufacturing: produzione computer-assistita); la progettazione, di qualunque tipo, iniziava a essere svolta anche in digitale e non solo su carta come in precedenza: si dà avvio alla lavorazione dei progetti in terza dimensione, seppur con gli evidenti limiti imposti dallo stato embrionale della tecnologia dell’epoca.

Nel corso degli anni ’80 si dà inizio alla sperimentazione delle potenzialità delle stampanti 3D alimentate da software. In campo odontotecnico, così come in altri ambiti industriali, se ne intuiscono le potenzialità perché diventa possibile “stampare” i prototipi progettati a costi molto ridotti, permettendo la rapida riproducibilità del prodotto in questione. Inoltre, se tradizionalmente i processi erano portati avanti solo tramite metodi sottrattivi (ottenere un prodotto da un blocco di materiale), ora diventa possibile agire anche con metodi additivi. Passeranno però ancora diversi anni di perfezionamento prima che l’ottimizzazione di questa tecnologia ne permettesse l’uso diffuso in ambito industriale e di laboratorio.

L’odontoiatria digitale (Digital Odontology) si è sviluppata con l’obiettivo di trovare soluzioni innovative per le problematiche del paziente a partire da tecniche digitali, tramite l’ausilio di strumenti e pratiche all’avanguardia: radiografie 3D, presa di impronte con strumenti digitali, scan dei tessuti ossei e di quelli molli… Raccogliendo queste informazioni, con tempistiche drasticamente ridotte rispetto alle metodiche tradizionali, si procede poi a elaborare un piano di trattamento clinico.

Questo significa progettare e realizzare modelli e strutture protesiche di ogni tipo, dimensione, forma e materiale, usufruendo in particolare di software di modellazione dentale 3D (Exocad, 3shape, Dental Wings…), software CAM per realizzare il design grafico in 3D dei modelli e dei vari prodotti desiderati.

Corone, monconi, ponti, Toronto… vengono modellati dall’odontotecnico sulla base delle indicazioni precise fornite dal clinico utilizzando archivi digitali chiamati librerie, che permettono di realizzare un progetto perfettamente compatibile con il sistema implantare scelto. Generalmente i materiali disponibili sono titanio, zirconio, cromo-cobalto, PEEK, PMMA, a seconda della funzione desiderata e dell’obiettivo che si vuole raggiungere.

 

Una volta terminata la fase di progettazione si passa alla creazione del pezzo, inviando le istruzioni di fresaggio CAM del manufatto ai macchinari preposti:

  • alla fresatrice, che ricava il pezzo a partire da una cialda di materiale grezzo (tecnica sottrattiva);
  • al laser synther (SLS: sinterizzazione laser selettiva, tecnica additiva) che usa polvere di metallo sovrapposta e fusa tramite raggio laser per costruire il manufatto, che subirà poi un ulteriore trattamento termico finale. Questa macchina è molto adatta per realizzare pezzi anche molto complessi e particolareggiati.

Il pezzo finale così realizzato passa alla fase di rifinitura, che è ancora svolta dall’odontotecnico tradizionalmente a mano con l’apposita strumentazione. In questa fase la valutazione personale del tecnico e la sua esperienza manuale risultano vincenti per ottenere un prodotto rispondente alle necessità iniziali.

Complessivamente dunque, esistono molti vantaggi derivanti dall’uso delle metodiche digitali che vanno a incidere positivamente sull’attività del clinico, su quella del tecnico di laboratorio e anche sull’esperienza globale del paziente:

  • Riduzione delle tempistiche e del numero di visite in studio (diagnosi, impronta…)
  • Riduzione delle tempistiche di laboratorio (progettazione su software, invio istruzioni alla macchina, fresaggio, stampa laser, stampa 3D…)
  • Maggiore produttività
  • Flessibilità operativa
  • Riproducibilità dei manufatti, anche i più complessi, in caso di modifiche, di richiesta duplicati…
  • Assoluta personalizzazione del prodotto finale a seconda delle esigenze specifiche di ogni paziente.

Così come per le tecniche e strumenti di chirurgia guidata, anche per l’odontotecnica digitale le innovazioni si susseguono continuamente.  Al giorno d’oggi, il settore è indubbiamente in grande crescita e anche laboratori medio-piccoli decidono di investire risorse per modernizzare le loro procedure e adottare il workflow digitale.

Immagini: Dr.Lino Vinicius

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